RIVA

Roma, stadio Olimpico, 10 giugno 1968, finale del campionato europeo di calcio. Italia contro Jugoslavia. Siamo al tredicesimo minuto: Domenghini prova il tiro dalla distanza e il difensore avversario devia la palla verso Gigi Riva che nel frattempo tagliava verso il centro dell’aria. Rombo Di Tuono riceve all’altezza del dischetto e con un preciso sinistro spiazza il portiere. Gol.

La Riva è la zona di terra che delimita una distesa d’acqua. Dalla Riva partono tutti i viaggi. A Riva si raccolgono le conchiglie. La Riva è dove si incontrano terra e mare.
I Riva sono Nicola D’Auria, Simone Morabito e Antonio Sorrentino, già compagni di altre avventure artistiche tra cui quella con gli Onirica, band con all’attivo gli ep “Carillon 65” (2007) e “Io vengo dalla polvere da sparo” (2009) e l’album “Com’è bella la mia gioventù” (2012).

“Le nostre vacanze sono finite” è il disco d’esordio dei Riva in uscita per Full Heads il 28 Novembre 2014, anticipato dall’omonimo singolo e dal suo videoclip presentato in anteprima sul sito di RockIt a settembre 2014. L’album è stato registrato presso lo Jacuzi studio di Milano con la produzione artistica degli stessi Riva insieme al cantautore e chitarrista degli Amor Fou Giuliano Dottori.

LE NOSTRE VACANZE SONO FINITE

“Le nostre vacanze sono finite” è il disco d’esordio dei partenopei Riva, in uscita il 28 novembre 2014 e mixato dal cantautore e chitarrista degli Amor Fou Giuliano Dottori, che ne ha firmato inoltre la produzione artistica insieme alla stessa band. Arrangiamenti scanzonati ma raffinati, diretti ma articolati, che fanno da colonna sonora alle riflessioni di un trentenne che abita il pianeta Terra a metà degli anni ’10, dando vita a undici piccoli gioielli di pop indipendente.
Esce il 28 novembre per Full Heads/Audioglobe “Le nostre vacanze sono finite”, il disco d’esordio dei Riva. Undici canzoni che utilizzano un linguaggio diretto, per liriche e musiche, e fanno della melodia orecchiabile e della freschezza delle ritmiche il loro punto di forza. Ritornelli da cantare e parole che attraverso un’apparente leggerezza lasciano il segno in profondità, in un viaggio di andata e ritorno dal quotidiano all’universale, dal personale al sociale, il tutto sorretto da un sound in equilibrio tra atmosfere acustiche fatte di chitarre, pianoforti e ukulele da un lato e beat elettronici e sintetizzatori dall’altro. Un disco che si concentra sulla dimensione di coppia, unica possibilità per l’uomo contemporaneo di emergere dal caos di questa epoca maligna e pericolosa, che però continua ad aspettare i protagonisti di questi brani dietro la porta di casa minando silenziosamente le loro vite.
“Due anni fa abbiamo deciso di chiudere il capitolo Onirica e di partire per una nuova avventura. Con il nostro primo lavoro abbiamo deciso di descrivere con il sorriso il marcio che ci portiamo dentro – raccontano i Riva -. Avevamo iniziato a pensare a
questo disco ancor prima di scrivere le canzoni, nel senso che abbiamo deciso a priori di cosa volevamo parlare. I testi sono arrivati dopo, a partire da quello del primo singolo “Le nostre vacanze sono finite”, che dà anche il titolo al disco. Lamentiamo ore ed ore di lavoro malpagato e una vita quasi alla deriva, siamo fiumi orfani di foci, siamo, quindi, persone normali. Raccontiamo queste nostre vite, così simili a quelle di tanti amici e di tanti coetanei: trentenni laureati costretti a lavori “di fortuna”, bloccati fra i sogni da ragazzo e le responsabilità da potenziali padri di famiglia. Il tempo è un altro elemento ricorrente nelle canzoni di questo disco: forse è perché noi lo sentiamo passare in prima persona e lo percepiamo troppo veloce per la lentezza in cui la nostra vita si sta evolvendo (“Più che padri siamo figli”, per citare un passo della title track del disco). La prima sessione di provini ci ha reso le idee più chiare e da lì in poi abbiamo lavorato continuando a tenere fede all’intenzione partorita con i primi brani. Musicalmente l’intreccio tra strumenti melodici acustici e ritmiche di matrice elettronica è stato il leitmotiv dell’intero lavoro. Lavorare con Giuliano Dottori è stata una grande soddisfazione, incontrarlo sulla nostra strada è stato fondamentale. Avevamo amato i lavori degli Amor Fou e i suoi dischi da solista. Questo, di partenza, ci ha dato una bella botta di adrenalina. Siamo molto contenti di aver fatto questa scelta e che lui abbia accettato di lavorare con noi. La sua professionalità ed amicizia sono stati per noi un toccasana nelle due sessioni di registrazione presso il suo Jacuzi Studio a Milano.”